di Angelo Fracchia

Se il chicco cade nella terra germoglia...Nel nostro mondo, nella nostra cultura, spesso sentiamo il fascino di meditazioni orientali, che ci paiono più profonde, illuminanti e arricchenti di quelle a cui siamo abituati.

E che però, a volte, proprio perché ci siamo abituati, non ascoltiamo, non percepiamo per quello che ci dicono.
Il vangelo di Giovanni, ad esempio, ci presenta un Gesù che, nel suo ultimo discorso prima dell’ultima cena, pur parlando di sé e del rapporto con lui e con il Padre, regala perle che possono servire come interpretazione di una vita intera.
«Chi ama la propria vita, la perde». Sembrerebbe un paradosso. Gesù lo illustra con l’esempio del seme: se tengo un chicco di grano in scatola, al riparo dalla luce e dall’umidità... resterà solo, asciugandosi sempre di più e perdendo forse un giorno la capacità di germogliare. Se quel chicco lo getto nella terra, si gonfierà, esploderà, cesserà di esistere e del chicco resterà solo una buccia destinata a marcire. Ma al suo posto ci sarà una pianta, che porterà altro frutto, altri chicchi.
È anche esperienza esistenziale: se i nostri talenti li nascondiamo, non riusciamo a custodirli meglio, ma a farli morire. L’invito di Gesù è chiaro: «donatevi, senza risparmio, senza paura, senza sosta, perché solo così sarete felici di aver vissuto». In questo tempo in cui, per difendere noi ma soprattutto gli altri, dobbiamo sottostare a tante restrizioni, potremmo essere tentati di rifugiarci nel nostro lettino, limitarci a pensare solo a noi. Gesù ci ricorda che è il modo migliore per essere tristi e morire. Le vie per donarci possono essere complesse e da inventare, ma il vangelo sa che quella è l’unica strada per essere felici.
V Domenica di Quaresima B Leggi il vangelo secondo Giovanni, 12,20-23

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