di Angelo Fracchia

Dio vede nel segretoMercoledì delle Ceneri.
La tentazione
di farsi ammirare e compatire è umanissima, è forse nata con l’essere umano. Serve a rimetterci al centro,...

e magari anche (quando pensiamo di comportarci particolarmente bene) a rimproverare implicitamente gli altri. A sentirci migliori. Abbiamo bisogno di sentirci migliori, forse perché troppo spesso ci sembra di essere peggiori degli altri. Perché ci mettiamo sempre a confronto e in sfida con gli altri.
Gesù ci invita a rinunciare a tutto questo. Ci chiama “ipocriti”, se lo facessimo. Tra tutto ciò che significano le sue parole, possiamo forse scegliere due aspetti.
Se la quaresima può essere un tempo di rinuncia, di purificazione di noi stessi, di ritorno all’essenziale per essere più liberi e autentici, questo serve innanzi tutto a noi. Certo, può anche essere faticoso e doloroso lasciarsi potare, toglierci qualcuna delle sicurezze esteriori che sono illusorie ma ci fanno stare apparentemente meglio. Ma aiuta il nostro stare bene interiormente. E Dio lo saprà, perché lui è lì, nel nostro intimo, per farci vivere meglio. Come un innamorato, può sopportare di non essere sempre nel pieno dei nostri pensieri, ma si aspetta di esserne al cuore.
L’invito di Gesù, poi, è a diffondere intorno a noi gioia, serenità, luce. Come quegli innamorati che possono non dire a nessuno di sentirsi amati, ma contagiano con la loro allegria e voglia di vivere. Noi sappiamo quale tesoro abbiamo nel cuore, e anche se non lo mostriamo, se ne vedono i frutti. E se non lo sappiamo, questo tempo può aiutarci a riscoprirlo. E nella misura in cui doneremo intorno a noi sorrisi e attenzione, prepariamo già il terreno per l’incontro intimo con Dio.
Mercoledì delle Ceneri, anno B Si potrebbe rileggere il vangelo secondo Matteo: 6,1-18

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