di Angelo Fracchia

La croce del PadreSi diceva una volta nella Chiesa che Dio Padre, offeso dal peccato di Adamo, avesse bisogno di un sacrificio riparatore che fosse alla sua altezza. Si spiegava così il "bisogno" che Gesù morisse in croce,...

come nuovo e definitivo agnello sacrificale. Sembrava blasfema ma era comprensibile l'obiezione di alcuni, che facevano notare come i "cattivi" uomini, almeno verso i propri figli, sapessero perdonare molto più facilmente. In realtà quella era uno stravolgimento scorretto dell'amore del Padre. Per capire meglio come è verosimile che il Padre viva la morte del Figlio, si può pensare a ciò che succede ad Abramo, quando pensa che Dio gli chieda di sacrificargli il figlio.
«"Abramo!"; rispose: "Eccomi"» (quasi a controllare che davvero stesse a sentire, senza scuse di distrazione), «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio» (sì, non hai alternative, è tutta la discendenza che hai), «che ami» (sì, gli vuoi bene, non è un figlio magari degenere che non sopporti tanto), «Isacco» (il nome! Non è un ruolo, è una persona, con tutta la storia già costruita insieme e l'affetto reciproco) «va' nella regione di Moria e offrilo in olocausto dove ti dirò» (Gen 22,2).
Non ti sto semplicemente chiedendo di restituirmi la terra che ti avevo offerto, ti sto invece privando di una persona che hai imparato a conoscere, che hai fatto iniziare a camminare, cui hai insegnato, che ami. Dio non ragiona in termini di ruoli, di doveri, di vincoli, ma in termini di relazioni personali.
Sappiamo che Abramo sarà fermato, già con il coltello in mano. Dio non sopporta di tagliare relazioni personali di affetto. Quando però si trova Dio nella situazione di Abramo... non si ferma. Fermarsi vorrebbe dire trattenersi qualcosa, mentre Dio vuole far capire all'uomo che per salvare la relazione con lui è disposto a giocarsi tutto il resto, persino il Figlio. Il massimo che si possa dare per un altro è la propria vita, si dice; in realtà si può dare ancora di più, ed è qualcosa di fronte a cui l'essere umano trema di vertigine, ossia offrire non la vita propria, ma quella di chi si ama. E il Padre vede salire al Calvario e dare la vita e acconsente a dare la vita del figlio, del suo unico figlio, che ama, Gesù.
Domenica delle Palme anno C

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