di Angelo Fracchia

Bello! Trasfigurazione di GesùDi fronte alla scena che gli si prepara davanti, Pietro vorrebbe che non passasse, e gli viene semplicemente da dire che è “bella”.
Che cosa ha visto?

Una scena che intanto ha un valore teologico altissimo, quasi presuntuoso. Gesù, intanto, si presenta trasfigurato, perfetto, candido e straordinario. È e resta lui, ma come se fosse stato reso perfetto, spogliato da tutte quelle imperfezioni “storiche” che evidentemente toccavano persino Gesù. E lo sguardo dell’uomo perfetto, dell’uomo secondo lo sguardo di Dio, è bello. Solenne, straordinario, eccelso, ma senza che questo ci respinga, senza sentirci inadeguati. Piccoli magari sì, ma non respinti.
E poi ci sono Mosè ed Elia. Pietro li riconosce, chissà come! Mosè è l’autore della legge, colui che parlava con Dio faccia a faccia, colui che meglio Lo conosce. Elia è il modello di ogni profeta, di coloro che incontrano Dio non nella sicurezza e nella possibile rigidità della legge, ma in una danza che si inventa di volta in volta, non tanto leggendo le parole di uno scritto, quanto intuendo le passioni del cuore del Signore. Ed entrambi parlano con Gesù, riconoscendolo (almeno) loro pari.
E l’argomento del loro discorso è “l’uscita, l’esodo” di Gesù. Da dove esce Gesù? Forse dal mondo divino, forse da questo nostro mondo (nel vangelo di Luca è appena iniziato l’ultimo viaggio verso Gerusalemme). Ma Dio stesso non se ne sta fermo, va fuori, esce, rischia, si mette in gioco. E di questo parla tutto l’Antico Testamento, legge e profeti. E questo, ci assicura Pietro, è davvero bello.
II Domenica di Quaresima C Leggi il Vangelo secondo Luca 9,28b-36

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