di Angelo Fracchia

Ci sono frasi che siamo abituati a sentirci dire, anche nel vangelo. E non ci piacciono. Magari ci piace ridirle agli altri, per farli sentire in colpa. E ci rassegniamo a sentirle, quando sappiamo che...

dobbiamo sentirci in colpa, come in quaresima. Ma dicono davvero ciò che pensiamo? "Convertiti". Per noi significa: "Ammetti di essere cattivo e cambia modo di comportarti". Ma il vangelo non dice quello. Il verbo che Marco mette in bocca a Gesù per la sua prima predicazione significa "cambia modo di pensare". La metamorfosi che ci viene chiesta da Gesù non riguarda la morale, ma il pensiero.
Noi pensiamo che Dio sia lassù, irraggiungibile, sempre un po' arrabbiato e pronto a punirci. Se va bene, se riusciamo a fare i compiti bene, non ci farà del male. Ci basterebbe già. Magari, se proprio riusciamo a commuoverlo, potrebbe persino farci un po' di bene.
Solo che non è ciò che racconta il vangelo. Gesù entra nel mondo facendo del bene gratuito a persone che spesso non glielo chiedono neanche. E non pretende preghiere, conversioni o altro. Semplicemente, vuole che l'uomo viva, e viva bene. Noi pensiamo che Dio ce l'abbia con noi, Gesù viene a dirci che Dio è dalla nostra parte, tifa per noi, spera che riusciamo a incontrare i nostri amici e ridere con loro, vuole che viviamo senza escludere nessuno.
È davvero una bella notizia, un vangelo. Ed è qualcosa che può succedere solo se gli diamo spazio, se ci fidiamo, se crediamo a questa bella notizia, che Dio è dalla nostra parte. Se non ci crediamo, continuiamo a essere schiavi di un Dio severo, che ci siamo inventati. Se crediamo a Dio, a questa bella notizia del suo volto buono, iniziamo a vivere da figli di Dio.
I Domenica di Quaresima B Si può rileggere il vangelo secondo Marco, 1,12-15

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Scroll Up