di suor Sonia Fontana

Weekend estivi nei tempi di CovidL’estate 2020 è stata certamente un periodo molto particolare. Sappiamo che il tempo vissuto durante la pandemia, che ha investito l’Italia da marzo 2020, sarà ricordata nei libri di storia.

La parrocchia dello Spirito Santo di Fossano organizzava, tutte le estati, i campi scuola per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Questa estate non è andata esattamente così. Non si poteva, per motivi di sicurezza (ormai l’abbiamo imparato), ospitare i ragazzi a dormire nei cameroni, non era possibile mangiare tutti insieme ed era necessario indossare sempre la mascherina ecc… Eppure il desiderio e il bisogno di incontrarsi era forte. Soprattutto, sapendo che i ragazzi avevano vissuto mesi di didattica a distanza, chiusi in casa, senza possibilità di vedere gli amici e i compagni di scuola…
Consapevoli delle restrizioni esistenti (distanze, mascherine, igienizzazione dei locali, ecc…) abbiamo deciso di organizzare almeno un weekend in sede, per ogni gruppo che sarebbe dovuto salire a Strepeis (san Bernolfo - Bagni di Vinadio - Cuneo) durante il periodo estivo.
Ho partecipato al mini campo di prima superiore, fortemente voluto dagli animatori e anche dai ragazzi. Le parrocchie dello Spirito Santo, del Duomo, di san Filippo e del Salice hanno aderito a questa nuova modalità, sperimentata dal 18 al 19 luglio 2020. In concreto, sono state organizzate le stesse attività in tutte le parrocchie sopra citate con i ragazzi, divisi in sottogruppi di animazione. Io e don Mattia Dutto abbiamo scelto di condividere un’attività con ogni singolo gruppo per poterci relazionare con tutti i quindicenni presenti.
Durante la due giorni si sono susseguite varie attività: momenti di gioco, una caccia al tesoro per la città e la testimonianza di alcuni “rifugiati”. L’unico momento di preghiera è stato quello conclusivo tutti insieme, al Salice.
Il titolo del campo era: “Io siamo”. Infatti la finalità del ritrovarsi era quella di scoprire che, senza il dono di sé e l’accoglienza dell’altro, si perde la bellezza dell’unicità dei cammini di vita.
Certamente il confronto con i profughi ivoriani, realizzato nelle diverse parrocchie, è stato un momento molto forte, anche per me che scrivo! Non solo toccante e profondo, ma vero.
I ragazzi hanno risposto alle proposte ricevute in modo costruttivo e corretto. Hanno accettato le regole, seppur con qualche fatica. Personalmente sono molto soddisfatta. Come l’anno precedente, sono davvero molto contenta del gruppo animatori, che si sta dimostrando maturo e responsabile. Spero di poter continuare a fare attività con loro, nonostante la pandemia ed il momento difficile che stiamo vivendo a livello mondiale.

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