di suor Sonia Fontana

Animatrice e suora al campo scuolaAvevo già fatto qualche esperienza come animatrice ad alcuni campi-scuola, prima di iniziare il percorso che mi avrebbe portato a essere una suora. Ad esempio:...

a Serra Pamparato (Cuneo), con l’AC e, durante l’Università, con gli agostiniani di Tor Bella Monaca (Roma). A ripensarci ora i due contesti erano diversissimi: i ragazzi stessi non potevano essere più disparati, proprio come gli adolescenti che ho conosciuto durante l’estate del 2019 a Strepeis (Bagni di Vinadio, Cuneo).
Avevo deciso di provare quest’ultima esperienza per diversi motivi. Certamente in me c’era il desiderio di mettermi dentro un qualcosa di concreto della parrocchia in cui vivo, ormai da 3 anni. Inoltre volevo provare a confrontarmi con don Mattia Dutto che ha la responsabilità di seguire buona parte dei giovani e giovanissimi della città di Fossano, da ormai un anno.
In un primo tempo desideravo fare esperienza con un’altra fascia di età da quella che normalmente seguo a scuola. Questo mi dava la possibilità di un orizzonte diverso, ma poi, per motivi contingenti, il campo ha in qualche modo scelto me. In effetti il mio tempo libero a disposizione era solo quello dall’ 8 al 14 luglio e così sono salita a Strepeis per iniziare, con gli animatori e don Mattia, questa nuova esperienza.
L’aspetto molto positivo, fin dall’inizio, è l’essermi sentita accolta e parte del gruppo, ma senza forzature di alcun tipo. Praticamente, per quasi due giorni, ho solo osservato senza intervenire; questo mi è stato di grande aiuto. Mentre a scuola, dovendo lavorare come docente sulla classe, devi intervenire continuamente e reagire prontamente a ogni situazione, lì avevo uno spazio di manovra maggiore: osservare a lungo e poter riflettere.
Ero una specie di “jolly” o di “riserva” per gli animatori e, quindi, una presenza in tutti i gruppi anziché in uno solo. Non dovendo guidare i giochi o le animazioni, ero libera di stare insieme ai ragazzi tutto il tempo che volevo. Inoltre, essendo animatrice, potevo accedere a tutte le loro riunioni e intervenire, se lo ritenevo necessario.
Altro aspetto fondamentale è che don Mattia prendeva sul serio le mie riflessioni e, soprattutto all’inizio, le evidenziava al gruppo degli animatori che non conoscevano il mio vissuto di insegnante.
É stata per me un’esperienza totalmente positiva, nonostante qualche fatica. Bello il rapporto creatosi con i ragazzi e, soprattutto, con gli animatori: ha stupito me per prima! Ma, scendere un giorno prima della fine del campo per un impegno in Congregazione mi è costato molto: avrei desiderato concludere con loro le attività.
Perché ha funzionato? Perché sono stata con loro sempre: ho giocato, ho ballato, ho cantato, ho pregato ma, soprattutto, perché mi sono messa in ascolto. Rimanere con loro è stato per me molto significativo e spero di avere ancora l’occasione di dedicare a questo gruppo un po' del mio tempo.


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