di suor Wivine Mboma

Partire per raggiungere il lontano. Dove?
In Cameroun, estremo Nord. È un grande rischio mettersi in viaggio per raggiungere il Cameroun, in questo periodo in cui regna una grande insicurezza.

È nel desiderio di incontrare le nostre sorelle che, la madre Generale, suor Gemma Gastaldi, ed io, suor Wivine, abbiamo deciso di intraprendere un lungo e laborioso viaggio in questa parte del mondo; precisamente nella Diocesi di Maroua/Mokolo. Qui operano, da più di 30 anni le Suore di S. Giuseppe di Cuneo. Attualmente abbiamo due comunità, costituite da suore camerunesi e congolesi.
Le suore di Salak e Mora hanno ricevuto per la prima volta una nostra visita e hanno provato una gioia immensa. Si sono date anima e corpo per metterci a nostro agio. La Diocesi, per assicurarci sicurezza, ha messo a nostra disposizione due militari che ci hanno accompagnate per tutto il tempo della visita. Abbiamo incontrato molte persone, preti, collaboratori, e anche gente semplice, poveri che venivano a chiedere, soprattutto, preghiere e portavano “l’obolo della vedova”; ciò ci ha profondamente toccate.
La sicurezza rimane precaria perché qua e là ci sono morti, incidenti provocati dai Boko Haram e da altre persone non ben identificate.
Siamo arrivate là nel periodo tra la stagione piovosa e quella secca (dal 12 al 26 febbraio 2019), ma verso la fine del nostro soggiorno la temperatura saliva fino ai 40°. Tuttavia siamo riuscite a sopportarla abbastanza bene.
A Salak la casa della comunità è nella proprietà della parrocchia e i cristiani trovano lì spazi liberi per i loro incontri. La casa di Mora è bella, più riservata ma minacciata dalle erosioni che rendono difficile l’accesso, specialmente durante la stagione delle piogge.
Le sorelle delle due comunità sono ben integrate nella chiesa locale e nella realtà sociale; rendono un prezioso servizio alla popolazione che è molto riconoscente a loro, come a tutte le missionarie e i missionari che sono vissuti là.
La loro principale attività è l’educazione. Assicurano la direzione di tre scuole private cattoliche, frequentate da 850 allievi a Mora, 352 a Salak e 243 a Yang, una scuola situata a 50 km. da Salak. Attingono tutti gli strati sociali. Malgrado ciò per le strade si incontrano tanti bambini che non frequentano la scuola, sia per mancanza di mezzi economici come per la scarsa importanza che le famiglie le attribuiscono, nonostante i bambini mostrino desiderio di apprendere.
Le sorelle si occupano, poi, anche della catechesi, della pastorale giovanile, delle carceri. Sono attive nella Caritas parrocchiale, nella liturgia e accompagnano le associazioni di donne cattoliche. In breve, sono molto vicine alla gente, soprattutto a quella più vulnerabile, ma i bisogni materiali e spirituali crescono costantemente.
Per questo ci chiedono di sostenerle con le nostre preghiere.

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