di Maria Giorgia Mana

Quale conversione? È la conversione a una speranza che si rivela non più astratta e lontana, ma che coinvolge e incarna il quotidiano, libera la vita, risveglia l’essere di fronte al nuovo che appare.

Il nuovo come Parola di Dio, ma anche come evento, incontro con un fratello o un contatto con la natura. Tutto interpella, chiama per nome e grida: “Alzati e cammina”, perché la vita urge e merita di essere vissuta con passione. Anche nelle situazioni noiose della vita, c’è una speranza che può sostenerti: Dio è presente. Nella fatica e nel pianto, Dio è lì. La nostra speranza è Dio.
Il profeta Isaia, a cui il relatore, don Gianluca Zurra, fa riferimento, sveglia il suo popolo e denuncia l’idolatria, l’indurimento, il voler tornare alle solite abitudini, con forte richiamo alla conversione. Testo che parla all’oggi, a noi. Lascia i tuoi idoli e convertiti alle cose più comuni della vita, perché la presenza di Dio sta lì. Converti il tuo sguardo e prova a intravedere la Sua presenza nella tua esistenza, scoprila nell’altro. Incontra il fratello orfano, straniero, povero, pellegrino. Se, nella tua vita c’è l’altro, tu sei un uomo. Sei umano e, nell’umano trovi la carne di Dio: Gesù. Il vero Dio è nell’altro. Teologia che illumina l’orizzonte della fraternità e sovverte l’idea del potere, del dominare, del possedere, umiliando la dignità altrui.
Conversione è passare dalla logica del dominio a quella della gratuità e del servizio. È passare alla capacità di stupore davanti al fratello. Conversione è imparare a scorgere il tempo di Dio e il suo amore infinito per ciascuno di noi.

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