di suor Christel Modandi, RDC

Assemblea Triennale in Congo, suore di san Giuseppe - Cuneo"Sguardo sui passi di gioia evangelica e di compassione dopo tre anni, in Africa". È stato il tema della VI Assemblea triennale della Delegazione Africa, svolta dal 15 al 19 agosto, a Kimwenza.

Ha avuto inizio con la celebrazione dell’Eucaristia, la consegna dei simboli da parte della Madre generale, suor Gemma Gastaldi, e l’invocazione allo Spirito Santo. La Delegata, suor Astrid Zenga, e la moderatrice, suor Régine Mofila, Provinciale delle Pie Discepole, sono intervenute per alcune puntualizzazioni e aspetti di metodologia ai fini di un lavoro serio in un clima di serenità e responsabilità.
Madre Gemma, quindi, ha dato avvio alla Triennale ponendo in luce il suo obiettivo, secondo il Direttorio al n. 94: "Verificare la situazione dell'Istituto alla luce degli orientamenti dati dal Capitolo Generale e offrire al Governo Generale suggerimenti per un risveglio nella vita spirituale e apostolica".  Ha anche ricordato che, a causa della pandemia di covid-19 che ha sconvolto e messo in ginocchio tutta l'umanità, l'assemblea è stata ritardata di un anno.
Un’ottima ed efficace base di lavoro è stata la profonda relazione di padre Willy Moka, gesuita, sul tema dell’obbedienza come cammino di libertà interiore.
Il relatore ha sottolineato la parola “sguardo”, ricavata dal tema dell’Assemblea. Lo sguardo ha due dimensioni: retrospettiva e prospettica. Quindi si è addentrato nello sviluppo con un taglio particolare: quello dell’obbedienza, ponendo la domanda: «L'obbedienza religiosa è un atto ragionevole?».
Ecco alcuni punti chiave dalla sua relazione.

  • L'obbedienza è soprattutto un atto di libertà interiore. Quando cessa di essere un atto di libertà, viene percepita e interpretata come un vincolo.
  • È il voto più impegnativo e più difficile da vivere, perché è sottomissione e dipendenza ad un'altra persona. Papa Paolo VI lo ha definito come “l'olocausto della propria volontà, offerta a Dio”.
  • L'obbedienza deve essere intrisa di fiducia, ispirare fiducia e condurre alla fiducia.
  • L'obbedienza è, prima di tutto, rivolta a una persona libera. In questo senso, si può dire che l'obbedienza è una virtù delle persone libere che possono anche disobbedire. Si può intraprendere il cammino della compassione evangelica solo se la nostra anima e il nostro corpo sono una perfetta espressione del dono a Dio.

I lavori dell'Assemblea si sono svolti in un clima di pace e serenità, grazie alla competenza della moderatrice che è stata veramente all'altezza della missione affidata.
La presenza di madre Gemma e della consigliera, suor Wivine Mboma, i loro interventi e le loro proposte ci hanno edificato e confortato nella nostra ricerca, dandoci un nuovo slancio. La partecipazione di tutte non ha bisogno di conferma, ci ha permesso di cercare insieme quello che il Signore vuole, dalla Delegazione per l'Africa, nei prossimi due anni. Infatti, l'Assemblea si è svolta con il lavoro di gruppo sui 3 temi principali, contenuti nel documento finale del XXXIIICapitolo generale. Quali, la formazione / la vita comunitaria / la missione. Dopo molti scambi e confronti, per ogni percorso, siamo riuscite a fissare i singoli obiettivi e le modalità per raggiungerli.

  • Formazione. Rivitalizzare la formazione integrale mettendo Cristo al centro della nostra vita per crescere nella libertà interiore e nella responsabilità.
  • Vita comunitaria. Il fondamento della vita comune è la fede, per cui è importante accogliere ogni sorella come dono con la ricchezza della sua diversità, ispirandoci al mistero trinitario.
  • Missione. Siamo chiamate a contribuire efficacemente alla missione di Cristo, rendendo il nostro apostolato un compito comunitario, per dare una testimonianza autentica e coerente.

Auspichiamo che questa Assemblea dia veramente nuova vita al nostro cammino, affinché possiamo essere testimoni credibili della gioia evangelica. E, insieme, ravvivi le nostre relazioni, perché cresca tra noi la comunione e la responsabilità per la sua maggior gloria di Dio e per il bene della Delegazione, della Congregazione, della Chiesa e del mondo.

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