di suor Fabrine Ewango Ngayele

Suor Fabrine on i bambini handiccappati fisiciDesidero condividere la mia esperienza lavorativa presso il Centro di Riabilitazione per Disabili Fisici, in sigla CRHP. Ho iniziato a fine di gennaio 2021 con un periodo di prova di tre mesi.

Il CRHP è un rinomato centro a Kinshasa, Congo, per problemi ortopedici o conseguenza di traumi.Dispone di diversi servizi: medico interno, laboratorio, farmacia, fisioterapia, chirurgia, ricovero, attrezzature... Il servizio di fisioterapia è suddiviso in quattro unità: neurologia infantile, neurologia adulta; ortopedia-traumatologia e fisiologia. Il Centro accoglie diversi pazienti ogni giorno, tranne la domenica. Nel periodo di prova ho lavorato presso tutti i suddetti servizi.
Al termine sono stata assunta, assegnata al reparto neuro-infantile nel quale svolgo il mio lavoro a tempo pieno. All'inizio non è stato per niente facile offrire ai bambini le cure adeguate, sono piccoli e piangono molto. Ma ho imparato ad amarli e a prendermi cura di loro e a consolarli, come Gesù che attirava a sé i bambini… Attualmente, mi sto adattando.
Le malattie che curiamo sono molteplici. Paralisi cerebrale (BMI): ipotonica, spastica, emiplegica, tetraplegica, spina bifida, ritardo motorio e mentale, griposi, allungamento del plesso brachiale, ecc.
Guardando questi bambini, mi chiedo spesso: “Perché gli innocenti devono soffrire così?”.
Apprezzo l'attenzione e l'amore che i genitori dedicano alla cura dei propri figli in questa situazione, rispettando le varie collaborazioni richieste. I trattamenti richiedono tempo, soprattutto per l'IMC. Un approccio preventivo in cui si consigliano i genitori ad essere pazienti e non aspettarsi risultati a breve termine.
Ciò che mi colpisce maggiormente è il valore e il rispetto per le persone con disabilità. Il Centro l’ha posto come priorità in tutti i reparti con compiti concreti e ben precisi. Inoltre, attiguo al CRHP, sono presenti i Fratelli della Carità che hanno anche scuole per non vedenti e ritardati mentali. Infatti, nel loro ostello e ristoranti lavorano molte persone con disabilità.
Ringrazio per l'opportunità offertami, di vivere la spiritualità di comunione con questi Fratelli. È auspicabile che i religiosi e le religiose si uniscano in questa missione, incarnando il proprio carisma

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