di suor Angélique Tiba

suor Angélique TibaGrande è stata la mia gioia nel ritrovarmi con le nostre sorelle a Cuneo! Specialmente con le suore anziane e ammalate, che hanno servito il Signore nella Congregazione per tutta la vita e che ora...

sono quasi al “tramonto”. Una realtà che mi ha dato l’occasione di riflettere. Sì, la vita è un mistero che va compreso, perché è un continuo divenire per ciascuno di noi. Viviamo nel tempo e nello spazio e quel che si fa, bisogna saperlo valutare con lucidità, per proiettarsi nel futuro senza negare il momento presente.
Il periodo trascorso insieme alle mie sorelle anziane a Cuneo mi ha fatto pensare alla frase del Vangelo di san Giovanni: “Quando eri giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi” (Giovanni 21,18). Ho sperimentato personalmente anche queste altre parole di san Paolo: "È giunta l'ora che i forti sopportino le infermità dei deboli" (Romani 15,1). Infatti, è proprio il momento di aiutarsi a vicenda, di sostenersi reciprocamente con umiltà e tenerezza, di assistere soprattutto coloro che sono diventati più fragili e che necessitano di affetto, di aiuto in tutti i loro movimenti e bisogni fisiologici. Sì, è giunta l'ora di dare le nostre mani e il nostro cuore alle nostre sorelle anziane e ammalate, specialmente a quelle che non sono più autosufficienti.
Mi ha stupito il fatto che, nonostante l’età e il loro stato di salute, a volte precario, abbiano sempre sete della parola di Dio, dell'Eucaristia da cui attingono la forza spirituale per vivere la loro situazione. Sono stata anche commossa nel vedere che sono disposte a sottomettersi di buon grado a tutto ciò a cui non vorrebbero.
Per me e per coloro che sono ancora giovani, rimane una testimonianza eloquente che rafforza la fede e l’impegno a seguire Cristo nella Congregazione delle Suore di san Giuseppe di Cuneo. È per me un esempio da seguire ed emulare, per realizzare un futuro migliore, soprattutto grazie alla loro unione e fedeltà al Signore. Tutto il giorno non cessano l’impegno della preghiera e dell’offerta, principalmente con la recita del rosario. Affidano tutta la Congregazione a Dio, le suore missionarie fino ai confini del mondo. Mi hanno tanto edificata e motivata, dandomi più coraggio e determinazione per continuare nella scelta fatta.
Noi giovani, a volte, dimentichiamo rapidamente che la vecchiaia è uno stato di vita e di grazia. E che anche noi invecchieremo come loro, se tutto va bene. Quindi, sapere come aiutare gli anziani sotto tutti gli aspetti è davvero sapere come amare Dio, ed è una benedizione. Accompagnare le nostre sorelle in questa ultima tappa, significa saper vivere quotidianamente la parola di Dio. Ci educa a comprendere i bisogni degli altri come se fossero nostri e a metterci nei loro panni.
Il mio cuore si rallegra ancora nel vedere che le nostre sorelle anziane e ammalate ricevono sempre le cure più appropriate dalle suore che le assistono e da tutto il personale di servizio. Sono così circondate dall’affetto di tutti, come anche dalle sorelle che vengono a incontrarle.
Preghiamo il Signore perchè susciti nuove vocazioni nella nostra Congregazione... perché la messe è abbondante, ma gli operai sono pochi.

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