di suor Anna Clara Corino

Pandemia in BrasileLa situazione del Brasile in questo momento di pandemia è tragica. Purtroppo, il numero sia dei decessi che dei contaminati è altíssimo. Oggi sono 38.497 i morti e oltre 700.000 i positivi.

Ma, in realtà, i numeri sono ancora più alti, poichè molti sono deceduti in casa, o per strada e, quindi, non calcolati dall’organo competente che collabora con il ministero della sanità. In questi ultimi giorni, poi, il governo sta nascondendo la vera realtà numerica!
La situazione attuale è certamente conseguenza della politica assunta dal governo. Fin dall’inizio della pandemia il governo avrebbe avuto la possibilità di organizzarsi, anche imparando dall’esperienza di altri paesi contaminati, per affrontare seriamente il covid-19... Ma non ha reagito, con responsabilità e urgenza, alla dura realtà.
In questo periodo, due ministri della sanità competenti che hanno lavorato attenendosi alle misure di sicurezza presentate dall’OMS, sono stati dimessi dal presidente della Repubblica. Il motivo è per le loro idee in contrapposizione con la sua politica e le sue rigidità; infatti lui considera il “vírus” come una insignificante influenza. Attualmente, il ministero della sanità ha come responsabile un ministro interno, coadiuvato da nove militari come lui. Due di questi sono già stati dimessi, perchè le loro posizioni rallentavano e impedivano l’esecuzione del progetto presidenziale che, purtroppo, mette al primo posto l’economia, anzichè la vita e la dignità della persona.
A livello sanitario, tutti gli stati del Brasile stanno soffrendo per la mancanza di strutture adeguate: ospedali insufficienti, mancanza di respiratori, posti letto nell’UTI. I medici, gli infermieiri e le persone preparate, per lavorare in questi settori, non hanno medicine e attrezzature di protezione individuale, materiale di pulizia e di igienizzazione... Un vero caos!
Naturalmente, le persone più provate sono quelle che abitano nelle periferie delle grandi città, nelle campagne, nell’interno e, soprattutto, gli abitanti del nord del Brasile, dove la sanità è sempre stata precaria e inadeguata, soprattutto per i poveri. Non parliamo poi delle comunità indigene e dei nuclei che abitano sulle rive dei fiumi. Un vero abbandono e “descaso”!
Nella nostra zona, il vírus è arrivato per via fiume, attraverso i barconi che trasportano e commercializzano farina e pesci, provenienti da altre zone dell’Amazzonia. Qui, a Boa Vista, esiste unicamente un ambulatorio che funziona dal lunedì al venerdì sera, con la presenza di una dottoressa e un’infemiera, codiuvata da alcuni agenti sanitari... L’ospedale più vicino è a due ore di battello, perchè occorre attraversre il Rio degli Amazzoni. Anche la situazione nella città di Santarem non è delle migliori a livello sanitário, pur disponendo di due ospedali e uno provvisorio, che dovrebbero sopperire a tutte le necessità sanitarie della popolazione della Bassa Amazzonia ...
In questo tempo di pandemia si è creato, qui nella comunità, un comitato di 20 persone, la maggioranza sono volontari. Il loro compito consiste nell’organizzare e far eseguire le norme di prevenzione nelle zone della strada principale e del porto, per evitare il contagio. La comunità locale appoggia questo gruppo condividendo, con i membri, i pasti, il trasporto e l’aiuto necessario.
La Chiesa ha messo in atto alcune iniziative, ad esempio la confezione di mascherine. Come comunità religiosa abbiamo anche partecipato confezionandone diverse, in collaborazione con altre comunità; sono state distribuite soprattutto alle persone piu carenti e vulnerabili.
È stata fatta una sensibilizazzione riguardo l’importanza dell’uso corretto della mascherina; come la necessità della distanza sociale e l’igienizzazione in generale. Accompagniamo le persone e le comunità, attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Prepariamo e inviamo gli itinerari delle celebrazioni: il rosario durante il mese di maggio e i circoli biblici da realizzare in casa con la propria famiglia.
Come comunità religiosa impieghiamo il tempo “stando in casa”, per riflettere sui documenti relativi al Sínodo dell’Amazzonia e su altre dimensioni del quotidiano della nostra vita di fraternità e di missione.
Pur vivendo questo periodo segnato da tanta insicurezza, pericoli e rischi sentiamo di affidarci alla protezione di san Giuseppe. Come lui ha protetto Maria e Gesù, sicuramente ci protegge e ha cura di noi, e di questo popolo che soffre.
Suor Anna Clara e comunità
Boa Vista de Cuçari, 09 giugno 2020

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