A cura di suor Giovanna Moschella

«Faccio quello che faccio, perché qui trovo un modo di vivere. Non posso pensarmi a vivere in altra maniera», afferma decisamente suor Paulina Oviedo, suora di san Giuseppe di Cuneo che,...

con altre 4 donne, ha ricevuto il premio dalla Fondazione Avon (Argentina), come donna solidale. Sono donne preziose e coraggiose che, da diverse parti del paese, lottano ogni giorno per migliorare la vita di tante persone e trasformare la realtà sociale della comunità.
«Vincendo questo premio ho sentito una grande gioia, perché lo vivo come un riconoscimento del lavoro, che da anni realizziamo - commenta suor Paulina -. È stato un onore incontrare altre donne impegnate nella solidarietà, condividere le loro lotte quotidiane..., a favore di tante altre persone. Conoscerle, mi ha aiutata a pensare che siamo in molte a credere che un altro mondo sia possibile e che possiamo fare qualcosa per trasformarlo».
Suor Paulina è assistente sociale e ha dedicato tutta la sua vita a servizio degli altri. Dal 2002 coordina la casa Nostra Signora del Miracolo, accompagnando donne, bambini e bambine che hanno subito violenze. La casa (Hogar) ha come finalità quella di seguire, in forma transitoria, mamme, con i loro bambini, offrendo un luogo e un contenimento, fino a quando siano in condizioni di affrontare una nuova vita.
«Si seguono le donne - descrive la suora - affinché possano utilizzare i mezzi di cui dispongono (umani, relazionali, di resistenza, creativi e spirituali…) per rimettersi in piedi, affrontare la vita con la capacità di autostima e autodifesa di fronte agli abusi, come di fronte ai propri figli e figlie.
Vederle, quando lasciano definitivamente l’Hogar, trasformate e rimesse in piedi mi permette di capire che niente di ciò che offriamo è vano. Se riusciamo a renderle indipendenti e autonome nulla va a vuoto».

Dalla viva voce di alcune donne dell’Hogar. >>Video

«Dopo l’inondazione del Rio La Plata, che è stata molto forte, la gente aveva bisogno; allora mi sono detta: “devo fare qualcosa”». Maria Maddalena Diaz.
«Perché vengo all’Hogar? Perché mi sembra che tutti siamo responsabili, perché il mondo sia un po’ migliore. Questo ci coinvolge tutti». Marianna Bergmann.
«Tutte le mattine mi alzo pensando al lavoro che devo fare, e non vado a dormire senza aver fatto qualcosa per gli altri». Lucila Decoud.
La gente qui non è povera perché lo vuole, ma perché realmente sono mancate loro delle opportunità. Per loro il progetto Avon è un’opportunità che aiuta molto a prendere coscienza delle proprie capacità e, soprattutto, ad acquistare un po’ più di dignità.
«Possiamo avere molti titoli professionali - affermano le donne -, però se questi titoli non possiamo metterli a servizio della società non servono a niente».

È toccante la conclusione di suor Paulina: «Io imparo, dalla capacità che queste donne hanno nel superare situazioni, anche molto dolorose».

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