di Giovanni Dutto

È facile vedere una giovane coppia scambiarsi gesti di affetto, sussurrarsi messaggi che si intuiscono carichi di complicità. Più raro incontrare una coppia avanti negli anni che passeggia tenendosi per mano.

Forse li blocca una sorta di mal compreso pudore e, un poco consumati e delusi dalla vita, considerano quelle mani intrecciate inopportuni segni d’altre stagioni.
Eppure fa bene, dopo aver trascorso una vita insieme, ancora ritrovarsi nuovi e sapersi guardare negli occhi, ancora camminare mano nella mano. Quei gesti dicono fedeltà, esclusività, desiderio di bene per l’altro, sostegno reciproco, promessa di appoggio sicuro e duraturo nel tempo.
Più delle parole, quei comportamenti annunciano ad un mondo soffocato dalle brutture che il bello è possibile, che possiamo credere in un futuro migliore se solo sappiamo ri-prenderci per mano. Quali inconsapevoli, positive risonanze nell’universo umano può avere quel modulare il passo sul ritmo dell’altro.
Prendere l’altro/a per mano, dire e scrivere parole di speranza è possibile qualunque sia la vocazione scelta per la vita; non richiede particolari conoscenze, basta la sapienza che il buon Dio ha messo fin dalle origini in ognuno di noi.

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Essere Famiglia

 Ti auguro
un'oasi di pace

La strada
vi venga sempre dinanzi

e il vento vi soffi alle spalle
e la rugiada
bagni sempre l'erba

cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre
sul vostro volto.
E il pianto che spunta
sui vostri occhi
sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi
di lacrime di amarezza
e di dolore,

ci sia sempre qualcuno
pronto ad asciugarvele.
Il sole entri a brillare
prepotentemente
nella vostra casa,

a portare tanta luce,
tanta speranza e tanto calore.

Don Tonino Bello

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