di Giovanni Dutto

RingraziareA volte penso che la più grande grazia da chiedere è la capacità di ringraziare. Il cammino per cui sale con spontaneità alle labbra la parola grazie è segnato innanzitutto dal sentirsi piccoli.

Poi dal riconoscere il dono. E, infine, dallo stupore che diventa meraviglia per la fantasia e la bontà con cui Dio accompagna la vita della sua creatura. Tre tappe, ognuna conquistata nel tempo e lasciata sedimentare nell’animo fino a che diventa propria senza più bisogno di pensarla.
Il ringraziare ha una dimensione verticale verso il Trascendente, l’altra orizzontale verso le persone che intersecano il nostro vivere. Due direzioni che sono in realtà aspetti di un unico atteggiamento di riconoscenza, ma che sono assolutamente complementari.
Forse anche questo vuole dirci la Massima 91 di padre Jean-Pierre Médaille con le parole iniziali «Abbiate un’anima grande».

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Padre Jean-Pierre MédailleParole che nutrono la mia vita

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