di Giovanni Dutto

La diffidenza crea tristezza«Quando ci sarà motivo di sospettare, interpretate ogni cosa benevolmente», suggerisce padre Médaille in una delle sue Massima (cap VIII, 6). Un'affermazione parecchio esigente.

Un mio conoscente osserva “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”, frase che in qualche modo dice del tempo che viviamo.
Il diffidare può essere scambiato per un negativo senso critico, quasi un diritto, frutto di una libertà che però rischia di destabilizzare il tessuto sociale. Così la diffidenza entra sottile nelle giornate e diventa uno dei peccati più diffusi e subdoli generando solitudine e infelicità.
Interpretare benevolmente le tante storie che incrociano l’esistenza, non vuol necessariamente dire essere ingenui.
Il Vangelo raccomanda di essere "miti come colombe e al tempo stesso astuti come serpenti". Parole che ci dicono di un equilibrio sempre precario del vivere, guidati su un filo di lama da una Luce misteriosa, equilibrio che solo può dare serenità.

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Padre Jean-Pierre MédailleParole che nutrono la mia vita

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