di Costanza Lerda

CuriositàIl direttore d’orchestra Claudio Abbado sosteneva: «La curiosità mi ha insegnato a non avere limiti, e comunque a provare a superarli quando ci sono». Ad alleviare il mio rientro dalle ferie,...

era la curiosità di controllare la posta, sì anche quella del lavoro! Di fatto mi faceva ripiombare nella quotidianità con uno slancio che mi dava leggerezza ed energia. 
Dicono che la curiosità sia calda, che esprima desiderio e si possa inquadrare nell’ambito delle passioni.
Ovviamente mi riferisco a qualcosa di positivo, che amplia la visione, che allarga il pensiero e non il mero chiacchiericcio di chi si comunica pettegolezzo, commenta le vite dei vip o va a caccia di gossip su persone più o meno note.
Chi la trova, avrà buona compagnia. Già, perché la curiosità, tra l’altro, non ha età: spunta nei bambini, già nell’infanzia, con la loro raffica di domande; sedimenta nell’adolescenza e nella gioventù, quando accompagna la crescita delle persone; allunga la vita, e la voglia di vivere, negli anziani. Guai a sprecare tanta forza, tanto valore, tanta forza interiore.
La curiosità è fondamentale. Innanzitutto è l’anticamera della libertà, perché apre la mente alla conoscenza, a qualcosa che possiamo scoprire solo inseguendo questo stimolo.
Essere curiosi significa avere senso critico, non fermarsi all’apparenza, talvolta ingannevole, delle cose. E quindi più tolleranti, aperti alle diversità di razza, di religione, di fede. Di pensiero. Curiosità è un esercizio, leggero e piacevole, per vincere il male oscuro dell’indifferenza, così diffuso nel tempo contemporaneo.

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