di Costanza Lerda

Quaresima: orientare il cuoreQuando ero piccola, tanti anni fa, era evidente il passaggio dal carnevale alla Quaresima. Dal mercoledì delle ceneri si entrava in un tempo altro. Nessuno avrebbe immaginato...

di effettuare una sfilata di carri allegorici la I domenica di Quaresima! Anche il non praticante si accorgeva del cambiamento. Parevano stonati persino i coriandoli che rimanevano in strada nei giorni successivi. Ricordavano un tempo che era finito, scaduto.
In ultimo è anche arrivato il Covid che ha tutto appiattito. Per la seconda volta ci troviamo in questa situazione non usuale. Riusciremo a distoglierci dai problemi contingenti, pur assai importanti? Ci dirà ancora qualcosa? Papa Francesco ci riesce, come sempre, parole profonde, non banali, adatte al momento.
«La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore». Richiede maggior impegno, ma è più gratificante. Richiede di valutare, esaminare, rivedere la mia vita. Richiede di fermarmi a pensare ed agire in conseguenza alle riflessioni.
«Digiunare vuol dire liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni - vere o false - e prodotti di consumo…».
Nella Quaresima, stiamo più attenti a «dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano».
Due indicazioni che valgono per tutti. Due proposte da non abbandonare dopo. Impegnative. Non era più semplice privarsi di un dolce!

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