di suor Wivine Mboma

Congo: narrare la tradizione e la culturaIl messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest'anno mette in evidenza il valore della memoria nella comunicazione.

Questo messaggio è importante e mi ricorda alcune esperienze della mia vita. Vorrei concentrare la mia attenzione su una di queste che risale alla mia infanzia. Infatti, fin dalla tenera età, ho vissuto in famiglia alcune serate, intorno al fuoco, per ascoltare con attenzione le storie raccontate da mio padre: queste erano molto attraenti e, a volte, anche divertenti. Le ascoltavamo volentieri.
Quando il papà fissava l'appuntamento per raccontare, in quel giorno, noi figli diventavamo docili, molto attenti, educati verso gli anziani per non rischiare di perdere quell’opportunità perché era desiderata da tutti. Nessuno si allontanava da casa o giocava con gli amici, come a volte eravamo abituati.
Mi sono resa conto, più tardi, che era una tecnica o un metodo che il papà usava per ammaestrarci ed educarci attraverso racconti, proverbi, leggende, enigmi e favole. Così è stato in grado di trasmetterci l'esperienza di Dio, con il racconto di alcuni fatti biblici, proprio come se si stessero svolgendo in quel momento. Ricordo bene quando raccontò la storia di Giuseppe venduto dai suoi fratelli in Genesi 37. Fino a una certa età, l'avevo considerata come una storia recente, vera.
Da qui emerge la forza della tradizione orale che caratterizza le mentalità africane. Egli ci ha trasmesso i valori morali e religiosi tradizionali attraverso la parola e l'esempio. Questo ha creato l'unità familiare, ha mantenuto la coesione tra i membri della famiglia e ci ha aiutato a vivere in armonia con noi stessi e con gli altri.
Purtroppo, mi pare che questa coesione oggi sia minacciata dalla modernizzazione e dall'urbanizzazione.
Continuo oggi a fare tesoro, con gratitudine, di questa comunicazione che ha influito positivamente sulla mia vita. Anche se allora non ne ero cosciente, mi ha segnato e ha plasmato le mie convinzioni e ha prodotto fatti tangibili nella mia vita.
Nella società africana tradizionale, l'educazione è collettiva, cioè "ha un carattere collettivo e sociale, per questo non è solo ristretta alla propria famiglia, ma anche a quella delle famiglie del quartiere, del villaggio, del gruppo etnico". Ecco perché alcuni dei nostri vicini e amici godevano di queste narrazioni (messaggi), quando si univano a noi per ascoltare.
A mia volta, imparo a trasmettere storie (messaggi) edificanti alle generazioni che vengono dopo di me affidandomi all'aiuto di Maria, alla piena grazia.

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