di Costanza Lerda

Hetty Hillesum: una voce per noi«In nessuna situazione puoi chiuderti gli occhi, devi confrontarti con questi tempi... Non si può affondare, per una sorta di senso di colpa, in ciò che ci circonda. È in te che le cose devono venire in chiaro,...

non sei tu che devi perderti nelle cose» e ancora «Quella parte di me, la più profonda e la più ricca in cui riposo, è ciò che io chiamo Dio».
È Hetty Hillesum, ebrea olandese, nata nel 1914 e deceduta ad Auschwitz a fine novembre 1943. Entrare dentro di noi, anche nelle stanze più profonde, per trovare le “nostre”, proprie personali risposte. Forse solo così, scoprendo pensieri non banali, lieti o più difficili da scorgere e sopportare, ma veri, potremo con convinzione affrontare le vicende della vita. Ce lo dice una persona che ha molto sofferto, fino a morire, ma che non ha mai perso la voglia di pensare, di riflettere, di cercare...
In questo periodo non ci manca il tempo. Possiamo rallentare finché vogliamo perché la ricerca e la riflessione possano poggiare su basi solide, soprattutto adatte a ciascuno di noi. Seguiamo le nostre intuizioni di adulti, responsabili e pensanti, senza timore di quanto potremo scoprire... anche solo la ricerca vale la pena! E chissà che, una volta arrivati ad un pensiero completo o che ci pare tale, soddisfacente per ciascuno, non si possa avviare un confronto costruttivo e profondo anche con chi ci sta vicino.

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