di Costanza Lerda

Orchestra in piazza VittorioDigitate “orchestra di piazza Vittorio va pensiero” e commuovetevi per tre minuti... Si tratta proprio della versione del canto di Verdi riferito agli Ebrei prigionieri in Babilonia.

Inno malinconico alla patria perduta che non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia. Non è neanche quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione. È al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, dopo i traumi del nazismo, dell'olocausto e della seconda guerra mondiale. Rintracciare quella civiltà fondata sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione.
L’Orchestra è nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l'omonima Piazza di Roma. Ha accolto dalla sua nascita oltre 100 musicisti provenienti da ogni parte del mondo e da ambiti musicali differenti, la maggior parte dei quali ha trovato proprio nel gruppo un'occasione di riscatto e ha acquisito la cittadinanza italiana.
Il video gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra. È un tentativo di voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un’esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

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