di Costanza Lerda

Don Renato Sacco (Pax Christi)Mi aiuta don Renato Sacco (coordinatore nazionale di Pax Christi) nella riflessione sul 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una festa? Non per chi crede che per avere la Pace,...

bisogna prepararla, senza armi e soldati... Renato Sacco scrive, citando un suo amico: «Vado a letto con il morale della pace, del disarmo, della riduzione delle spese militari, della riconversione delle fabbriche d’armi, ecc. … a pezzi». Era la sera del 4 novembre.
È vero, il ministro della difesa ha dichiarato di voler aumentare le spese militari, ci sono le parole retoriche del vescovo militare Santo Marcianò, al cimitero del Verano... C’è la pericolosa oratoria militare in occasione del ricordo di soldati uccisi in missioni all’estero, modalità che non intacca il nostro profondo rispetto per i morti e per il devastante dolore di chi resta. A questo si aggiunga il clima di violenza e razzismo che si respira oggi in Italia, gli accordi con la Libia, gli attacchi a Liliana Segre, ....questi sono gli incubi.
Ma al risveglio - continua Renato Sacco - si affacciano i sogni diurni, illuminati dalla ‘passione’ di tanti che credono nella pace. Che chiamano con il nome giusto la guerra, senza mascherarla con un mucchio di parole vuote e pompose. Senza accettare i diktat degli interessi economici in gioco, col rischio di giustificare e magari anche benedire la guerra, pur evocata con un altro nome.
Gli incubi notturni passano. Anzi rafforzano ancora di più i sogni diurni, quelli che si avverano, come ci ricordava don Tonino Bello.

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