di Costanza Lerda

Biblioteca senza confiniC’è una biblioteca tra Canada e USA, testimonianza di un tempo in cui statunitensi e canadesi potevano attraversare il confine senza pensarci. È il dono lasciato all’inizio del novecento...

da una famiglia del posto. «Siamo fieri di avere una biblioteca con una sola porta d’ingresso», ha spiegato Susan Granfors, della direzione della biblioteca. «Qui non serve un passaporto. Io parcheggio nel mio lato, tu parcheggi nel tuo, ma entrambi entreremo dalla stessa porta».
Dopo l’11 settembre 2001 i controlli al confine si sono intensificati e la presenza della polizia in zona è subito visibile. Eppure dentro l’edificio, decorato con pannelli di legno, finestre di vetro colorato e una testa d’alce, continuano a prevalere le vecchie abitudini. Lettori e personale attraversano liberamente il confine internazionale, segnato da un’esile e sbiadita linea nera che si estende per tutta la stanza di lettura dei bambini, decorata con colori squillanti, e per il corridoio principale.
Un sabato d’inizio novembre 2018, due famiglie iraniane si sono incontrate, conversando nelle due sale lettura. Le normali attività della biblioteca sono proseguite in mezzo lacrime e abbracci: genitori e bambini entravano e uscivano per restituire libri e passare in rassegna gli scaffali, adolescenti accedevano a internet dai computer ed esaminavano la collezione di dvd.
La costruzione è diventata l’insolito teatro d’incontri commoventi tra persone separate dalle politiche migratorie dell’attuale amministrazione statunitense.
La notizia è di qualche mese or sono... speriamo sia ancora così!

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