di Costanza Lerda

Altalene rosa, MessicoIn un tempo di costruzione di muri divisori per arginare le “invasioni”... con il pensiero attento alla nostra sicurezza, tralasciando le motivazioni degli altri... una piccola notizia.

Un artista installa delle altalene al confine tra Usa e Messico, per far giocare i bambini, nonostante il muro. Il messaggio, molto potente, è di interconnessione. Ronald Rael eVirginia San Fratello,coppia di architetti e docenti universitari, dieci anni fa abbozzavano l’idea, foglietti, scarabocchi volanti, il pensiero che al centro di un muro stesse il perno che fa dondolare tutto. (Non tutti “gli adulti son bambini andati a male”, per citare il titolo di un libro).
Ronald Rael, artista e attivista, ha costruito alcune altalene orizzontali, rosa, in modo che i bambini, seppur divisi da un muro, possano giocare insieme. “I popoli di Messico e Stati Uniti sono dipendenti l’uno dall’altro: le altalene mostrano che si può giocare insieme, ma che siamo divisi da una politica nazionalista, che ha tagliato le nostre relazioni. Ma ciò che succede da un lato ha un effetto sull’altro, esattamente come su un’altalena”.
Forse non saranno tante altalene rosa a risolvere il problema dei muri, ma possono rappresentare l’inizio di un pensiero diverso, una provocazione interessante per riflettere sul fatto che le azioni di una parte hanno diretta conseguenza sull’altro lato.
Maria Montessori diceva: «Evitare i conflitti è opera della politica: costruire la pace è opera dell’educazione». I bambini possono salvare il mondo. 
Forse che serve giocare per salvare il mondo?

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