di Costanza Lerda

Casa del Bambino, Castel VolturnoCastel Volturno, nel casertano, è un laboratorio della disintegrazione sociale. Che riguarda tanto i migranti, che lavorano nell’agricoltura e nell’edilizia, quanto gli italiani. Le due comunità conducono vite parallele,...

accomunate però da povertà e degrado. Dei circa 25mila abitanti che oggi conta Castel Volturno, 15mila sono stranieri tra regolari e non. Si dice che qui lo stato non esiste. Tracciare l’ennesima linea di demarcazione tra italiani e stranieri, dietro la promessa di maggiore sicurezza, significherebbe condannare questo territorio all’implosione.
Ma c’è chi non smette di battersi per creare nuovi equilibri inclusivi. Che testimonianze!
Sergio Agustoni è un padre comboniano e le porte della sua chiesa restano spalancate a tutti. «Questa è una realtà molto complessa... I problemi non riguardano solo gli immigrati, ma anche tantissimi italiani che fanno fatica a tirare avanti perché non c’è lavoro. Noi siamo qui per tutti...». Alla Casa del bambino sempre a Castel Volturno si fa doposcuola per ragazzi italiani e stranieri. Ci sono tante altre realtà che operano per contrastare la diffidenza nei confronti degli immigrati, mettendo in pratica esperienze di legalità ed integrazione. C’è un presidio di Emergency con un ambulatorio che offre gratuitamente servizi di medicina di base e specialistica per adulti e bambini ed educazione sanitaria.
Arrivato in Italia dalla Liberia nel 2012, c’è il pastore Prosper Doe che si batte da tempo contro le ingiustizie consumate in questo mondo sommerso, attento a fede e tutela dei diritti, in egual misura.

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