di Costanza Lerda

papa Francesco pacePer credenti e non è Papa Francesco la buona notizia di inizio 2019. «La buona politica è al servizio della pace», tema del primo giorno dell’anno. La responsabilità politica appartiene a ogni cittadino.

L’impegno politico – che è una delle più alte espressioni della carità – porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento. Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti.
Alla prima udienza generale, qualche giorno dopo, ha colpito ancora: «Le persone che vanno in chiesa, stanno lì tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri e parlando male della gente sono uno scandalo: meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani». Ha poi aggiunto: «Il cristiano, semplicemente, è l'uomo che sosta davanti alla rivelazione di un Dio che chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di Padre, di lasciarsi rinnovare dalla sua potenza e di riflettere un raggio della sua bontà per questo mondo così assetato di bene, così in attesa di belle notizie».
«Dove c'è Vangelo c'è rivoluzione. Il Vangelo non lascia quieti, ci spinge: è rivoluzionario». In particolare, il Vangelo di Matteo pone il testo del "Padre nostro" in un punto strategico, "al centro del discorso della montagna". Beati i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore: È la rivoluzione del Vangelo».

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