di Costanza Lerda

Il cimenaA volte i bambini non riescono a pronunciare correttamente la parola. Si chiama pertanto “Cimena” l’iniziativa di Elena Xerri, mamma e aiuto regista di 41 anni: portare il cinema nei reparti pediatrici...

degli ospedali. Un'idea diventata realtà a Bologna con le prime proiezioni nelle Pediatrie degli ospedali Bellaria (Istituto di scienze neurologiche) e Maggiore. «Io e il mio compagno Marco Bassano siamo arrivati con i nostri stativi e lunghi teli di velluto. Abbiamo montato l’impianto e il proiettore», racconta Elena. I bambini, ai quali era stato consegnato un foglio con il disegno del loro furgoncino e un kit di matite per colorare, sono entrati esibendo i loro biglietti vintage, come in un vero cinema. Dopo la visione, rigorosamente a luci spente, hanno preparato i pop-corn.
«La nostra idea è che ogni settimana ci sia un doppio appuntamento, uno in un ospedale e uno nell’altro, in modo da creare attesa nei bambini che devono stare ricoverati più a lungo. Ci piace pensare a questo appuntamento come a una coccola pomeridiana». I bambini reagiscono meravigliosamente, con entusiasmo, partecipazione, si fanno coinvolgere perché il cinema ha il potere di trasportarti da un’altra parte.
Elena e Marco vorrebbero continuare: «Un progetto che entra in ospedale e che fa star bene le persone, prima o poi, ha bisogno di essere sostenuto: primo perché deve dare una continuità, secondo perché deve essere gestito da persone competenti che prendono un impegno serio».
Ne hanno parlato a Radio 24 Alessio Maurizi e Carlo Gabardini nella trasmissione “Si può fare”, rubrica “Si può gratis”.

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