di Costanza Lerda

Bonheur du ciel è un bar-ristorante nel popolare quartiere armeno di Beirut. I camerieri sono volontari, il cibo buono ed offerto con garbo, la consumazione è gratuita e tra gli avventori senzatetto,...

anziani, rifugiati. Viene preparato e servito ogni giorno, nel periodo del Ramadan, l’iftar, cioè il pasto con cui i musulmani rompono il digiuno. Si deve all’intuizione di un prete maronita la costituzione dell’associazione Bonheur du Ciel, nel 2002. Abuna (padre) Majdi el Allawi, originario di una famiglia musulmana del distretto di Jbeil, nella provincia del Monte Libano, si è convertito al cristianesimo quando era molto giovane. È noto per la sua vicinanza ai poveri e ai bisognosi e si occupa dei tossicodipendenti attraverso la misericordia di Dio e la sua grazia, senza alcun tipo di trattamento medico. Migliaia di giovani cristiani e musulmani ricorrono ai servizi dell’associazione e guariscono in pochi mesi. L’associazione si occupa altresì di senza fissa dimora, diversamente abili, donne e bambini di strada e, con l’inizio della guerra siriana, di rifugiati.
Questo un commento in un articolo de La Stampa sull’argomento: “...Non abbiamo altra strada che perseguire la pari cittadinanza tra tutti noi, cittadini dello stesso Paese. Siamo fratelli, e l’iftar che si celebrerà tra poco lo dimostra. Qui c’è l’essenza della rivoluzione cristiana, che fa di Dio il Padre Nostro. Questa terra, il Levante, è la terra della moderazione, dell’accoglienza dell’altro, tanto tra i cristiani quanto tra i musulmani. Il Levante esiste ed è questo. Ecco perché considero quella in atto una vera guerra contro questo spirito che accomuna le genti di questa terra, da parte dei totalitaristi che per opposte ragioni vogliono dividerci ...”

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