di Costanza Lerda

Una piccola e significativa mostra nei locali della Regione Piemonte a Torino, scatti internazionali di Elena Givone a bambini in situazioni difficili. La voce narrante è quella di Legal@rte,...

un’associazione nata dalla volontà di alcune appartenenti alla Polizia di Stato, che hanno scelto, anche al di fuori del loro ruolo istituzionale e facendo leva su nuovi linguaggi, di “fare cultura” intorno al principio della legalità, visto come valore universalmente condiviso, spesso oggetto di violazioni che generano disagio sociale.
Dalle disperate favelas di Florianopolis al carcere minorile di Salvador de Bahia, in Brasile, dal Mali, dove l’acqua scarseggia, agli orfanotrofi di Mandalay (Myanmar, ex Birmania), alle zone povere nello Sri Lanka, all'Ucraina, sino ai bambini di Aleppo sfuggiti alla distruzione della loro città.
Invece di raccontare “il dolore degli altri”, l'autrice della mostra invita queste persone a immaginare un mondo migliore affinché ognuno di loro possa trovare una via aperta alla speranza.
Nei Paesi dove sono state scattate le fotografie, spesso sognare è un lusso dovuto all’impossibilità di pensare, di ragionare per far fronte al terribile quotidiano che esiste e soffoca, talvolta uccide. "Elena Givone, muovendosi lieve dentro a queste vite, ha recuperato il valore del sogno, è andata a cercare paziente il pezzetto dell’anima che spesso queste vite dimenticano e anche noi dimentichiamo di avere - spiega Tiziana Bonomo organizzatrice dell’evento -. Ha trovato il modo di materializzare il sogno, con il genio della lampada. Le basta mostrare un oggetto: una lampada, un tappeto, un coniglietto, una matriosca, una bottiglia e il sogno si è materializzato. Il segreto è semplice: Elena crede nei sogni".
Commentano Givone e Bonomo: "In un momento storico dove si parla di creare muri, noi li abbattiamo con le ali della fantasia, condividendo i nostri sogni".

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