di Costanza Lerda

Si chiama Interferenze la trasmissione che va in onda ogni giovedì su Radio Rai 3, in tarda mattinata in Radio 3 Mondo,...

in cui Andrea Borgnino racconta le più impensabili emittenti esistenti, senza limiti geografici. Parlare di radio potrebbe evocare l’andare indietro a tempi, che paiono lontanissimi, prima della televisione, altro che smartphone di ultima generazione!
«La radio raccontata alla radio è una delle più curiose idee del panorama radiofonico nostrano... La radio raccontandosi esalta le sue più intime peculiarità. Attraverso la conoscenza di emittenti radiofoniche a noi sconosciute è possibile scoprire mondi lontani dal nostro.
Oltre che un mero esperimento tecnico – culturale, quello effettuato da Borgnino, in Interferenze, è il più sofisticato dei modi per entrare in contesti sociali troppo distanti da qui»
– si legge nella presentazione sul web di questo conduttore.
In una delle puntate (08.09.2016) racconta che in alcuni stati africani, e non solo, è ancora la radio il mezzo per mantenersi in contatto, per fare appelli, per cercarsi, a volte anche per istruirsi.
Si desume l’importanza di questo mezzo di comunicazione anche dalle prese di posizione del potere che sovente ne censura gli interventi o “castiga” i giornalisti.
C’è una ONG inglese attiva in Sierra Leone, Guinea e Liberia, paesi in cui la diffusione di ebola ha mietuto tante vittime che ha raccolto in un audio documentario significative testimonianze. Una delle conseguenze dell’epidemia sono i più di 10.000 bambini orfani, dispersi ed ancora oggi ospitati in centri di raccolta, senza i genitori, stigmatizzati dal fatto di essere venuti a contatto con il contagio.
L’ONG inglese ha dato voce a questi bambini che cercano qualcuno dei loro parenti, li ha intervistati – BBC Ebola Voices – e trasmette i loro appelli via radio nei tre stati nella speranza che ci si possa ritrovare. È un significativo servizio “sociale” quello che la radio effettua in questi casi!

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