di Sara

Correre alla tomba del RisortoEra una corsa tre giorni dopo la morte! Tutti correvano lassù per le strade strette di Gerusalemme per andare a vedere la tomba... Ma non tutti avevano lo stesso passo.

C'era chi le gambe le aveva forti e veloci e chi, invece, come Pietro, era più stanco, forse un po' più sfiduciato e triste. Eppure davanti a quella pietra, che era stata tolta, le gambe si fermano un attimo. Chissà quanta voglia aveva il discepolo di entrare per scoprire subito cosa fosse successo, e invece si ferma e aspetta Pietro che era qualche passo più indietro.
Caspita, che cosa grande aver saputo aspettare l'altro!
In questo periodo penso di sentirmi un po' come Pietro, che fatica ad accettare ancora che "hanno portato via il Signore dal sepolcro". Sto correndo piano, sono un po' stanca, eppure so che c'è sempre qualcuno che mi aspetta per condividere la gioia della resurrezione! Direi che Pietro sia il mio discepolo preferito. Un discepolo davvero umano che si scoraggia e, a volte, corre più piano. Ma, sicuramente, anche lui è arrivato alla tomba perché "vide e credette!".
Solo insieme si può incontrare il Risorto! Dunque, abbiamo davvero bisogno dell’altro per saper incontrare la vera gioia! Dio è davvero vivo! Dobbiamo ricordarcelo spesso anche quando le nostre gambe non corrono veloci come il primo discepolo, anche quando ci sentiamo stanchi e un po' scoraggiati! Ed è soprattutto in questo ultimo caso, quando le gambe stanno per cedere e vorremo fermare la nostra corsa, che dobbiamo ascoltare quella voce che ci ricorda come in realtà Dio ci vuole vivi: pronti a correre ancora per annunciare la gioia!

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