di Noemi

Ritiro giovani all'Alpe"Nel sussurro di una brezza leggera": è lì che Elia incontra Dio. Non nel vento impetuoso e gagliardo, non nella forza del terremoto e nemmeno nell'appariscenza del fuoco,...

ma in una "voce di silenzio sottile" (cfr. 1Re 19,12). "Voce di silenzio" è un ossimoro decisamente espressivo. È, infatti, nel silenzio che è possibile ascoltare la propria voce interiore, la quale disvela le tacite paure che abitano il nostro cuore, ma anche i nostri desideri più veri e le nostre domande più profonde.
In questo faticoso lavoro del fare verità in se stessi, può accadere di vivere la stessa esperienza di Elia sul monte Oreb e cioè quella di sentire Dio che ti "parla", che ti vuole incontrare.
In questi giorni all'Alpe, anche noi, come il profeta, abbiamo scoperto il silenzio come polifonia di Dio. La sua "voce" è riecheggiata non solo nei momenti di catechesi, di preghiera e di riflessione personale, ma anche nei tanti momenti di condivisione e di fraternità; nelle camminate e nella bellezza indescrivibile in cui eravamo immersi: le alte cime delle montagne, le marmotte, le stelle alpine, il cielo stellato... Una vera meraviglia, che ci ha riempito gli occhi e scaldato il cuore!
Come insegna Qoelet «C'è un tempo per ogni cosa». Quello trascorso all'Alpe è "un tempo per so-stare", per poi "saper-stare nel tempo", cioè saperlo abitare con uno sguardo nuovo, capace di non perdere di vista l'Essenziale nel ritmo frenetico della quotidianità. 

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