di Rachele

Sono stati un tempo sospeso e staccato dalla vita quotidiana, ritagliato al termine delle vacanze natalizie, proprio prima di tutti i rientri: a scuola, al lavoro, alle responsabilità e agli impegni,...

i quattro giorni di Esercizi spirituali. Questi giorni sono stati proposti ai giovani della diocesi di Mondovì (insieme alle diocesi di Cuneo, Alba, Fossano e Saluzzo). Accolti dalle Suore di Villa Zaveria, i circa trenta giovani presenti hanno condiviso quattro giorni di silenzio e di preghiera. Il tema, che ha fatto da filo conduttore ai vari momenti, è stato il discernimento, con un orientamento particolare al prossimo Sinodo dei Giovani, che è stato raccontato attraverso i verbi che lo rendono possibile: riconoscere, interpretare, discernere e decidere.
Discernere, che nasce dalla stessa radice di “crisi”, non è un atteggiamento semplice da mettere in pratica, soprattutto quando nelle giornate manca il tempo per fare silenzio e ascoltarsi. Tempo che durante gli esercizi è stato invece presente. Tempo da vivere senza fretta, illuminati dalle riflessioni che hanno preso il via dalla Parola per poi utilizzare anche canzoni, immagini, video, film, come dalle testimonianze di un giovane seminarista e di una famiglia, e dai momenti di preghiera e di celebrazione insieme. Ma di questi giorni fanno parte anche i momenti di gioco e di condivisione, come in una vera famiglia: annunci di prossimi matrimoni, racconti di gioie e fatiche. Anche una semplice chiacchierata tra compagne di stanza può essere fonte di riflessione, nella semplicità dello stare insieme e di provare a condividere un pezzo di cammino.
Ma il tempo più prezioso è stato forse quello da vivere da soli, nei momenti di deserto personale. Per trovare il luogo adatto alla propria riflessione si poteva spaziare dalle stradine acciottolate, tra gli archi e i cortili attorno alla chiesa di Borgio, al lungomare e alla spiaggia, con il rumore incessante del mare che culla i pensieri, alla collina di Verezzi, raggiungibile attraverso sentieri tra gli ulivi a picco sul mare, fino alla chiesetta in cima alla collina. Tutto questo spazio, e la bellezza del paesaggio, sono stati un luogo ideale per fermarsi, provare a fare silenzio e ascoltare nel profondo sé stessi, per imparare a restare dentro le proprie emozioni - anche quelle più dolorose - e nel silenzio ascoltare la voce di Dio che continuamente ci cerca.
Tempo che non sarebbe stato possibile senza la presenza costante e fondamentale di chi per tutti gli esercizi ha offerto la sua presenza per parlare, rispondere alle domande, dare un aiuto per fare chiarezza, semplicemente accompagnare: don Giordi, don Pucci, don Buet, don Andrea e suor Grazia.

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