di Roberto

“Ti fai tutti questi chilometri per andare a Cuneo a sentire una predica e a stare un’ora seduto, in silenzio?...

E per di più al sabato sera?... Ma sei impazzito?... Non sai più cosa fare?”. Sono queste le domande che il più delle volte ti senti rivolgere quando dici a qualcuno che partecipi al Sole a Mezzanotte… In effetti, se si ragiona in termini prettamente deterministici, risulta difficile dare delle risposte sostenibili… Ma se si affronta l’argomento da un punto di vista meno restrittivo, le motivazioni, che spingono decine di giovani ogni mese a frequentare le iniziative della Comunità La Sorgente, appaiono scontate.
Quando la vita ti pone davanti situazioni davvero difficili, come la sofferenza e la perdita di una persona cara; come la rovina di amici che non vedono altra strada che gettarsi nella droga e nell’alcol; come giovani famiglie che per un nulla si sfasciano e il contendersi i figli diventa il principale oggetto delle arringhe degli avvocati, ti rendi conto che la matematica, la scienza e tutti gli anni trascorsi all’Università non sono sufficienti a fornirti risposte e supporto. Occorre affidarsi a qualcosa che va oltre il tangibile, oltre quel materialismo che il mondo di oggi ci fa apparire come risolutivo di ogni problema.
Il cammino del Sole a Mezzanotte che propone la Comunità La Sorgente può davvero aiutare a vedere oltre quella finestra sporca, oltre quel vetro opaco, oltre quella selva di cespugli che è la vita, per finalmente scorgere quella “Luce che illumina le genti”, in molte situazioni così difficile da percepire.
Quando arrivi al Sole a Mezzanotte, le Sorelle che fanno accoglienza trasmettono un’atmosfera di famiglia, di abbraccio incondizionato, presentando un mondo diverso da quello che la TV ci propone, quello in cui non ci si conosce neppure fra vicini di casa.
I Sacerdoti che durante le serate presentano la catechesi, oltre a essere persone invidiabili per la loro grande cultura in campo artistico, storico e letterario, sanno entrare nel profondo, scuotendo gli animi e proponendo soluzioni diverse da quelle del mondo secolarizzato. Il commento di un brano di Vangelo, di un quadro o di una frase del Papa, ti portano ad osservare la realtà con occhi diversi, percependo tutte quelle sfumature che la superficialità e la fretta del quotidiano non consentono di cogliere.
Il momento di silenzio, proposto dopo la catechesi, ti impone di fermarti un attimo, di compiere quel gesto ormai straordinario di stare un po’ di tempo a far niente, in silenzio, senza guardare lo smartphone o l’agenda degli appuntamenti. Un’occasione per riflettere su te stesso e sulla tua vita, che ti orienta a smetterla di “affannarti per molte cose”, come Marta di Betania, e ti invita a scegliere, come la sorella Maria, la “parte migliore, l’unica di cui c’è veramente bisogno”.
E quando te ne ritorni a casa, a ora tarda, facendoti tutti questi chilometri, e per di più al sabato sera, ti convinci sempre di più che ne è valsa la pena! Che partecipare a un incontro di questo tipo ti arricchisce ben di più che passare la serata comodamente seduto al bar sotto casa.      

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