di Angelo Fracchia

"In prncipio era il Verbo"È una delle pagine più famose del Nuovo Testamento; forse anche tra le più difficili. Chissà se è tra le meno lette. In questo caso, sarebbe un peccato. Perché è impegnativa, ma molto nutriente.

Ne riprendiamo solo un cenno, che però è probabilmente centrale.
“In principio” non parla solo dell’inizio, ma di ciò che sta a fondamento di tutto: all’inizio, ma anche “al fondamento”. Giovanni, evidentemente, allude all’inizio del libro della Genesi. E ci spiazza. Perché al principio non mette Dio che crea, ma il logos. I nostri traduttori hanno provato a renderne lo spessore con “Verbo”, e hanno anche fatto bene, ma il termine resta più ricco. Per i greci il logos era la parola, ma anche il discorso, la logica interna a un ragionamento... persino quello che noi chiameremmo il “senso”. E c’è un evangelista che ha il coraggio di dire che al fondo delle cose non sta Dio, ma il senso. Se non ci desse un senso, anche di Dio potremmo fare a meno. Ma siamo alla ricerca di questo senso, che spieghi che cosa ci stiamo a fare nella vita.
E questo senso era “presso Dio”, o addirittura “verso di Dio”. Sembra di ricostruire il percorso umano: è cercando il senso che ci si orienta a parlare di Dio. «E Dio era il senso». Non “il senso era Dio”, che divinizzerebbe questo oggetto della nostra ricerca; piuttosto, Dio è la risposta. Senza la domanda, anche Dio resterebbe banalizzato, inutile. Ma se poniamo al centro lo spessore di quella domanda, anche Dio ritorna a essere fondamentale.
Questo senso, questo Verbo, che potremmo però cercare nell’astrattezza (cosa che è puntualmente accaduta), «si è fatto carne», si è reso concreto, tangibile, «e ha messo la sua tenda in noi», che indica in mezzo all’umanità, ma addirittura si potrebbe leggere nel senso del nostro intimo. È una tenda, non un tempio, qualcosa di fragile e provvisorio, anche se per chi vive nel provvisorio si trasforma in casa.
Noi, la nostra umanità, nella sua concretezza e fragilità, siamo la tenda di Dio. Qui lui, il Verbo, il senso della nostra esistenza, è sceso, per starci.
II Domenica dopo Natale anno B Si potrebbe leggere il Vangelo secondo Giovanni 1,1-18 - lettura densa ma ricca.

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