di Angelo Fracchia

Battesimo di GesùI vangeli tutti sono d’accordo nel dire che Gesù ha iniziato a farsi notare al battesimo. Insieme a tanti altri, si mette in fila per farsi battezzare, senza corsie preferenziali, sedotto da un profeta che,...

come quelli antichi, vive da povero, ossia fidandosi di Dio, e invita a fidarsi tramite una purificazione che non segue le indicazioni della legge, con sacrifici nel tempio, ma attraverso un lavacro che è il profeta a garantire come affidabile. Sembra che Gesù veda intorno a questo profeta originale un rapporto con Dio fatto di relazione personale, fuori dagli schemi che ci rasserenano, molto scomodante, che chiede l’impegno in prima persona, e da questo profeta venga affascinato.
Ma poi, dopo il battesimo, Gesù vede lo Spirito discendere come colomba su di sé. Potremmo dire che ha lì l’intuizione sulla propria vita. Ma questa intuizione è lui ad averla. Come per il Battista, chi va a Gesù deve fidarsi dell’intuizione sua, della sua fede nel Padre, della sua “vocazione”. Il Dio che si fa uomo non smette di incarnarsi nella nostra umanità, e, come noi, viaggia per intuizioni, fedeltà, dubbi, senza visioni definitive che tolgano tutte le incertezze.
E siccome anche noi, nella e sulla nostra vita, abbiamo intuizioni che non siamo sicuri non siano sbagliate e possiamo sperare di realizzare qualcosa solo nella fedeltà a quelle intuizioni sfuggenti, un Gesù così può davvero essere guida per la nostra fede.
Battesimo del Signore Rileggiamo il vangelo secondo Matteo, 3,13-17

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