di Angelo Fracchia

Gesù ce l'ha rivelatoMolto spesso rischiamo di comportarci con Dio come facciamo con l’amore, con l’amicizia. Sono cose belle, lo sappiamo e lo intuiamo. Tanto belle che a volte le teorizziamo prima di viverle.

“L’amico ideale dovrebbe essere…”, “Il mio partner ideale è…”. E alla fine, rischiamo di mettere a confronto l’idea astratta che abbiamo delle nostre relazioni, ideale ma irreale, con le persone reali che ci troviamo di fronte. A prima vista, inadeguate.
Solo se diamo loro spazio, se ci concediamo di non sapere già come sarà una relazione prima di viverla, abbiamo la conferma che per alcuni aspetti quelle persone che davvero abbiamo davanti in carne e ossa sono più imperfette di quelle che sognavamo. Nello stesso tempo, però, ci accorgiamo che ci spalancano davanti ricchezze e profondità che non immaginavamo neppure e ci fanno addirittura scoprire di noi tesori che non sapevamo di custodire.
Lo stesso succede con Dio. Finiamo con il fantasticarlo, e poi ci scandalizziamo perché nella nostra vita concreta non lo vediamo agire come ci aspetteremmo. Ma non l’abbiamo magari mai incontrato. Solo chi lo ha visto, chi lo conosce, chi gli è intimo, può svelarci chi è, come pensa, come agisce. Potremmo allora scoprire che per certi aspetti può sembrarci “minore” di ciò che immaginavamo (no, non castiga in corso d’opera i cattivi… a volte, meno male, perché rischieremmo di trovarci dalla parte dei castigati; no, non tiene in mano, come i fili dei burattinai, tutte le singole vicende del mondo), ma per molti più aspetti ci apre a una dimensione di vita che non avremmo immaginato. Più profonda, più autentica, più promettente, più vera.
Per scoprirlo, però, dobbiamo smetterla di contemplare le immagini che abbiamo sognato noi, e scoprire ciò che Gesù ci mostra; perché lui, Dio, lo ha conosciuto.
II domenica del tempo di Natale A ►Leggi il vangelo secondo Giovanni, capitolo 1, versetti dall'1 al 18 ma soprattutto il v. 18

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