di Angelo Fracchia

I giorni di Natale, si sa, sono quelli dei buoni sentimenti, del calore familiare. Figuriamoci la festa della Sacra Famiglia! Eppure, come al solito, la Parola di Dio si fa più esplicita, schietta...

Non dimentichiamoci che, se per noi la famiglia è da tanti ritenuta "la colonna portante della società", al tempo di Gesù era ancora più centrale. La legge dell'Antico Testamento per il figlio "ribelle", ossia che non ubbidiva al padre, prevedeva la pena di morte.
Ma Gesù è più libero. Se in conflitto entrano la famiglia e la sua propria crescita personale, non ha dubbi: «Dovevo stare nella casa del Padre mio», che non è Giuseppe. Gesù doveva interrogare ed ascoltare, crescere in sapienza e grazia; e, per perseguire questo scopo, può trascurare la famiglia, che non è il bene assoluto.
Alle persone schiacciate da famiglie malate o oppressive (ce ne sono!), Gesù ripete che la loro vita e crescita sono più importanti. E il vangelo continua a offrire come modello per i genitori quelli di Gesù, che non sembra abbiano capito tutto, ma hanno saputo rispettare, aspettare e meditare, anche se magari chiedendosi in che cosa avevano sbagliato.
Solennità della S. Famiglia Si può leggere il vangelo secondo Luca, capitolo 2, versetti dal 41 al 52

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