di Angelo Fracchia

I pastori vanno, seguendo le parole dell'angelo, e trovano esattamente ciò che è stato loro annunciato. Ossia, precisa il vangelo secondo Luca, trovano Maria e Giuseppe e il bambino.

Questo è l'ordine, non l'inverso. Tutti i cristiani sanno da sempre, ed è innegabile, che il personaggio più importante della triade sia Gesù. Che però è citato per ultimo, perché ciò che i pastori vedono entrando non può essere lui, che è posato nella mangiatoia. Vedono prima le figure dei grandi, dei genitori. Non c'è luce che esca dalle fasce, non c'è aureola o canti angelici. C'è una scena normale, con un piccolo neonato che non si può certo dire che sia diverso da tutti gli altri neonati che lo avevano preceduto nella storia dell'umanità.
Per vederlo bisogna avvicinarsi, coglierne la presenza, evitare di pensare che è troppo piccolo, insignificante, poco importante.
Allora come oggi, anche se intorno a Gesù si muove un universo a volte anche assordante, lui non si impone con la sua presenza. Come in certi grandi presepi, la scena intorno a lui può distogliere l'attenzione. Di certo Gesù non sbraiterà perché ci accorgiamo di lui... occorre entrare, cercarlo, notarlo. E allora, magari, ci sorriderà...
Santa Maria Madre di Dio, anno B si può rileggere il vangelo secondo Luca 2,16-21

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