di Angelo Fracchia

Tra le diverse pagine evangeliche che si leggono nelle messe di Natale, probabilmente è la più noiosa. Non siamo infatti abituati ad apprezzare un elenco di nomi legati dal "generò": "il tale generò il tale".

Stiamo anche perdendo la fiducia che era dei nostri nonni, che a conoscere la famiglia si conosca la persona.
Ma nell'elenco genealogico di Gesù che ci offre Matteo c'è una sorpresa. Anzi, quattro.
Non era infatti normale infilare nell'elenco degli antenati delle donne. Ma Matteo lo fa più volte. Infila Tamar, che si spaccia per prostituta per generare con suo suocero un figlio al marito morto, e Raab, a sua volta prostituta che decide di schierarsi dalla parte degli ebrei salvandone gli esploratori; e poi Rut, che "tradisce" il suo popolo per amore della suocera ebrea e "incastra" un datore di lavoro generoso e diventerà la nonna di Davide; inserisce infine la moglie di Uria, rubata a un marito generoso dalla prepotenza del re ma poi diventata madre di un altro re.
Quando arriviamo a Maria, probabilmente abbiamo capito: Dio conosce e ama anche le donne intervenute nella genealogia del Figlio, e soprattutto coloro che si sono fidate del progetto di Dio senza stare a difendere opportunità e convenienze. Coloro che hanno osato giocarsi tutti i talenti che avevano per seguire la scommessa di Dio. Così Maria: per i pettegoli di fuori è una ragazza rimasta incinta prima del matrimonio. Ma Dio la guarda con occhi diversi...
In ogni umanità anche "non regolare", Dio non guarda la regola ma il cuore. Natale dice anche questo.
Solennità del Natale B Tra tutti i testi dei primi due capitoli di Luca e Matteo, qui si allude a Matteo 1,1-25.

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