di Angelo Fracchia

Stupisce noi, e stupiva i primi lettori del vangelo, che Gesù debba essere battezzato. Per noi il battesimo è l'uscita dal peccato,...

e sappiamo che Gesù è senza peccato. Ma anche per i primi lettori del vangelo, che magari conoscevano un po' meglio il significato del battesimo di Giovanni, il gesto era sorprendente. Significava infatti, anche per loro, che c'era stato un peccato che, pur "risolto", aveva lasciato delle tracce, come dello sporco, che il battesimo riusciva a lavare via. In più, si trattava di affidarsi, per questa purificazione, non ai riti del tempio (che almeno erano stati sanciti da Dio) ma alla parola e al gesto di un profeta. E i profeti, si sa, non danno garanzie, bisogna fidarsi di loro. Insomma, per incontrare Dio Gesù non solo deve purificarsi, ma per farlo si affida a un profeta. Si capisce che i vangeli siano un po' imbarazzati a presentare il battesimo. Matteo, per esempio, ci dice che il Battista non voleva battezzarlo.
Poi, però, si aprono i cieli e si sente la voce del Padre, soddisfatto, che indica in Gesù colui che lui ama. Anche se, a leggere bene... si scopre che la colomba è vista solo da Gesù, e si direbbe che lo stesso valga per la voce. Insomma, Gesù si è fatto battezzare e lì intuisce di essere amato dal Padre in modo unico. Ma gli altri, i presenti, non sospettano nulla, non possono indovinare niente.
Se vorrò seguire Gesù, per chiamare Dio come padre, neppure io avrò garanzie, dovrò fidarmi della fede di Gesù, di quello che lui ha intuito di Dio. Non ci sono regole da seguire, non ci sono garanzie. C'è solo incontro personale e fiducia. Come in tutte le questioni più importanti della vita umana.
Battesimo del Signore, anno A Si potrebbe rileggere il vangelo secondo Matteo: 3,13-17

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