di V.M. - dal Carcere Cuneo

Ho sbagliato tante volte nella vita. Dimenticare non potrò mai, perché la vita ha messo davanti una storia così difficile. Nei miei pensieri ci sono domande che mi turbano l’anima.

Se solo avessi rallentato, se avessi pensato prima a come affrontare le scelte della mia vita, non mi troverei qui in carcere a soffrire. E, soprattutto, non farei soffrire persone che mi sono care più di tutte. Anche questo fa parte della vita o, meglio, del mio crudele destino? Eccomi qui, con un filo di voce e con il mio fagotto pieno di ricordi.
Tutto quello che posso fare è accarezzare una fotografia della mia meravigliosa famiglia. Devo cercare di stare calmo in questo posto. Solo così posso sperare che presto arrivi la mia libertà, per tornare da mia moglie e dai nostri straordinari figli e nipotini, genero e nuora, che sono la mia vita!
Questa è la mia storia. Una storia che, talvolta, non mi sembra reale! Ma è una storia che merita di essere raccontata e, soprattutto, conosciuta. Sono le storie dei più sfortunati, come me. Come al solito sto zitto e, con strema dignità, trascorro una carcerazione al riparo vivendo ogni momento senza sapere cosa il destino mi riserverà all’alba di un nuovo giorno.
Voglio venire fuori da questo pasticcio, un pasticcio nel quale mi sono cacciato con le mie mani. Ma ora ho solo una strada: essere me stesso e tirare dritto. Il latte versato non si ricupera, ma devo cercare di non versarne altro. Devo arrivare puntuale e ben preparato alla mia libertà. Questa volta può essere l’occasione giusta per dire basta a tutto e a tutti. Voglio pensare solo alla mia straordinaria famiglia. Voglio tornare ad assaporare tutte le cose belle della vita. Le voglio vivere perché fanno bene al mio cuore.
Con tutto me stesso voglio vivere una buona vita in futuro.

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