di H.A. - dal carcere di Cuneo

Otto marzo:
una festa per ogni donna che nasce,
che sboccia,

come un fiore bagnato da una goccia.
Quando fiorisce dà il sorriso di una vita intera:
spuntata, vissuta, donata.

Io sono fiero di tutto ciò che sei, che hai fatto;
di una risata o di un malanno: sempre ben accolta…
da te, unica madre mia.

Non hai sprecato fiato, mamma.
Grazie di avermi portato in grembo nove mesi
E di avermi amato tanto.
Grazie del primo mio pianto,
anche se – scusa – ho pianto tanto!

Tu non sapevi, allora, se io capivo,
io sapevo che tu eri mia!
Ti voglio bene, luce dei miei occhi!
Mamma sei e sarai sempre il mio universo.

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