di Silvia Micioni

Padre Jen-Pierre Médaille“…e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: Questo è il mio corpo, che è per voi…” (1 Cor 11,24). “…Che è per voi”, dice e ci ricorda Gesù ogni volta che viviamo l’Eucaristia. Gesù si è spogliato di tutto per noi!

Nel mondo odierno, nella società attuale talvolta non si è in grado di fermarsi, aspettare, ascoltare, prendersi cura e amare l’altro. Sarebbe importante imparare ad “annientarci”, svuotarci, spogliarci di noi stessi per far spazio all’altro, al “caro prossimo” come lo definisce padre Médaille. Questo per poter dire: “Fratello mio, eccomi per te con la mia vita, il mio corpo, la mia esistenza”!
Svuotarsi di sé e del proprio egoismo significa anche lasciarsi riempire dall’amore di Dio. Questo è ciò che colpisce della spiritualità del "Piccolo Disegno": un invito a vivere una vita piena all’insegna della “duplice unione totale” che contempla l’amore di Dio e l’amore per il prossimo.
E chi meglio di san Giuseppe poteva fare da sfondo a questa spiritualità?
San Giuseppe, carico di tenerezza, di umiltà, di modestia che si è “annientato” per far spazio a Maria, a Gesù, al loro amore e, in punta di piedi, prenderne parte...
Con cuore grato e ricco, ringrazio per il pomeriggio del 10 novembre “Pianta la storia di un seme” dove ho potuto conoscere ancora meglio la spiritualità delle Suore di san Giuseppe, grazie all’intervento di madre Gemma Gastaldi.

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