di Elisa e Roberto

L'umiltà: svuotarsi di sèL'umiltà: sopportazione, pazienza, mitezza.
È necessario lottare e stare in guardia davanti alla nostre inclinazioni aggressive ed egocentriche. Dobbiamo lasciarci curare le ferite...

causate dal nostro orgoglio, boria, arroganza, vanità, superbia, prepotenza…
L'attesa dell'umiltà del servitore di Dio è pari ad una clessidra che si svuota con gioia. La gioia della povertà nasce da una certezza: la clessidra sa che presto, all'improvviso, una mano la capovolgerà. La mano è la Parola, è Gesù il Verbo Incarnato. Guardando a Gesù comprendiamo l'annientamento, l'umiltà che ci fa grandi.
Partendo dall'esortazione apostolica "Gaudete ed exultate", nel secondo incontro del gruppo famiglie, abbiamo avuto modo di riflettere e condividere con esempi concreti come non ci faccia bene guardare dall'alto in basso, assumere il ruolo di giudici spietati, considerare gli altri come indegni, pretendere continuamente di dare lezioni.
La preghiera ci ha aiutato a presentarci a Dio così come siamo, con la fiducia di essere guariti.

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FARSI PANE

Può essere bello, ma
non è certo facile farsi pane.
Significa che non puoi più
vivere per te, ma per gli altri.
Significa che devi essere disponibile, a tempo pieno.
Significa che devi avere
pazienza e mitezza,
come il pane
che si lascia impastare,
cuocere e spezzare...
Significa che devi coltivare
la tenerezza e la bontà,
perché così è il pane,
tenero e buono.

R. Prieto

 

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