di Barbara Manferdini

Da quando ci conosciamo siamo stati una volta sola senza vederci per tre giorni consecutivi, poco dopo il matrimonio, per un viaggio di lavoro. Ora, praticamente sei anni dopo,...

siamo stati lontani quasi una settimana. Aspettavo questo momento perché la donna di casa che rimaneva appunto “a casa” potesse liberare il suo bisogno di organizzare, sistemare, pulire, riordinare… Cose che, spesso, si tralasciano per mancanza di tempo e perché sembra che si facciano meglio da soli, senza qualcuno che gira per le stanze.
Avendo anche delle attività insieme, che impegnano molte energie, ho visto questi giorni come una piccola vacanza, per ricaricare e dedicare un po’ di tempo anche a me, dato che non ho mai avuto difficoltà a star da sola, anzi dopo tutto ne avevo necessità.
Dopo un paio di giorni, nonostante la bimba di due anni che sperimenta di continuo parole, il silenzio che accompagnava i pasti era assordante. Ho sentito quanto una persona potesse riempire la vita degli altri, semplicemente “essendoci”. In un momento di continui “SÌ SÌ” della mia cucciola, forse senza sentire nemmeno le domande, ho formulato «Si sta bene senza papà vero?» ... ma lei, cambiando espressione, ha scosso la testa e sorridendo mi ha detto «NO».
Ricordo di quando un amico poco dopo il mio matrimonio mi chiese «Ma quindi voi ogni mattina vi svegliate e fate colazione insieme?». Al mio “SÌ”, aggiunse «Che barba!».
E penso a quante coppie, famiglie, si vedano pochissime ore al giorno, magari stanchi, con mille pensieri e difficoltà.
E credo che, troppe volte, ho dato il mio essere coppia come scontato, come qualcosa di acquisito.
E guardo a quella parte di me che ha sempre creduto nell’indipendenza nel senso positivo di non dover chiedere nulla a nessuno… e sorrido. Sorrido perché oggi credo nell’indipendenza come la capacità di essere unici e forti, ma al tempo stesso morbidi e bisognosi di condividere il proprio cammino donandosi e ponendo le basi sulla fiducia rendendo “indipendenti” gli altri con l’amore. Tanti indipendenti che hanno bisogno degli altri per essere completi.

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Essere Famiglia

 Ti auguro
un'oasi di pace

La strada
vi venga sempre dinanzi

e il vento vi soffi alle spalle
e la rugiada
bagni sempre l'erba

cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre
sul vostro volto.
E il pianto che spunta
sui vostri occhi
sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi
di lacrime di amarezza
e di dolore,

ci sia sempre qualcuno
pronto ad asciugarvele.
Il sole entri a brillare
prepotentemente
nella vostra casa,

a portare tanta luce,
tanta speranza e tanto calore.

Don Tonino Bello

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