di Martino Pellegrino

Ai 53 capitoli dei Fioretti di san Francesco non manca nulla, quanto a candore e gradevolezza. Ma penso di non andare lontano...

dal vero se vi racconto questo fatto, attuale, verissimo, toccante.
La moglie, malata da anni, non è più in grado di intendere e volere: nemmeno suo marito riesce più a riconoscere. Ma lui, cocciutamente e ammirevolmente costante, le sta vicino tutti i giorni, le tiene la mano, la guarda.
Un conoscente pensa di essere premuroso a dirgli: «Ma perché tutti i giorni da lei? Lei non sa più chi sei tu».
E lui risponde: «Lei non sa più chi sono io, ma io so chi è lei».
Poche parole che valgono una vita; sintetizzano come meglio non si potrebbe il senso del loro matrimonio, siglato in chiesa con la promessa di “accogliersi nella buona e nella cattiva sorte”; mostrano con tutta evidenza che l’innamoramento giovanile si è trasformato in un amore maturo, che la vampata di una stagione si è trasformata nel calore capace di scaldare tutti gli inverni.
Concludo con un sogno: che questo aneddoto di vita vissuta lo legga una coppia che pensa alla separazione, si commuova, ne svisceri il messaggio, e torni sui suoi passi.
Non è un sogno: ma un augurio, una preghiera, una speranza.

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Essere Famiglia

 Ti auguro
un'oasi di pace

La strada
vi venga sempre dinanzi

e il vento vi soffi alle spalle
e la rugiada
bagni sempre l'erba

cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre
sul vostro volto.
E il pianto che spunta
sui vostri occhi
sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi
di lacrime di amarezza
e di dolore,

ci sia sempre qualcuno
pronto ad asciugarvele.
Il sole entri a brillare
prepotentemente
nella vostra casa,

a portare tanta luce,
tanta speranza e tanto calore.

Don Tonino Bello

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