di Angelo Fracchia

Ricevete lo Spirito SantoNel grande sconvolgimento dell’apparizione di Gesù risorto tra i suoi, c’è un particolare che potremmo perderci, perché mescolato in mezzo a tanti altri più importanti.

Subito dopo aver salutato i discepoli, quelli che lo avevano tradito e abbandonato, con un rasserenante «Pace a voi», Gesù li invia in missione e dona loro lo Spirito Santo.
Si sarebbe potuto immaginare un Gesù che, finalmente di nuovo tra i suoi, si godesse un po’ la loro compagnia, riprendesse a predicare e a fare miracoli, si spingesse magari oltre la Giudea e la Galilea... e invece è un Gesù che affida subito la propria missione ai discepoli, benché fino ad allora essi non se ne fossero dimostrati pienamente all’altezza. Dio non punta all’efficacia massima della sua impresa, con esecutori precisi e rigorosi; o, per meglio dire, l’impresa a cui punta non è il compimento di chissà quale programma religioso o politico, bensì la comunione con gli esseri umani. Come dice in un altro brano del vangelo di Giovanni, «non vi ho chiamati servi, ma amici».
Ed è allora coerente che Gesù non sia rimasto tra noi a indirizzarci e comandarci, ma ci abbia affidato il compito di continuare la sua opera, con errori e scivolate (come quella di Tommaso, immediatamente dopo nel vangelo), ma anche con la libertà e la responsabilità di chi sa di essere chiamato a collaborare appieno con Dio.
II Domenica di Pasqua A Leggi il vangelo secondo Giovanni 20,19-31

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