di Angela Prestigiacomo, dal Collegio Immacolata

Avvento: "aspettare" o "attendere"?Anche quest’anno ci prepariamo a vivere il tempo di Avvento. Quando da bambina frequentavo il catechismo, le catechiste mi spiegarono che l’Avvento è un tempo in cui si aspetta e si attende.

A quei tempi non mi facevo troppe domande… attendevo e aspettavo nella preghiera la nascita di Gesù Bambino.
In questi giorni di preparazione al cammino di Avvento, mi sono però soffermata considerando i due verbi: “aspettare” e “attendere”.
I due verbi non sono semplici sinonimi.
Infatti “aspettare” indica l’azione di qualcuno che sta fermo e guarda verso un evento.
“Attendere”, cioè tendere verso, indica invece l’azione di chi va incontro a qualcuno, che è già in mezzo a noi. Ai giorni d’oggi, non sempre è facile attendere, ma si è coinvolti solo nell’aspettare.
Noi uomini aspettiamo sempre qualcosa.
Forse aspettiamo che arrivi il nostro turno.
Forse non amiamo attendere perché ci manca il tempo.
In questo Avvento sarà bene capire se aspettiamo o se solo attendiamo. Solo attendendo, incontreremo il Signore che è già nel nostro tempo, e sapremo introdurLo nella nostra vita, quando ci chiede spazio nel nostro cuore: l’Attesa diventa già ora Incontro.

“A te, Signore, innalzo l’anima mia
mio Dio, in te confido: che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque in te spera non resti deluso” (Sal 24,1-3).

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Si vive una volta sola…
 

Ci interessa perderci per qualche cosa o per qualcuno
che rimarrà anche dopo
che noi saremo passati.

Ci interessa di portare un destino eterno nel tempo,
di sentirci responsabili
di tutto e di tutti,
di avviarci verso l’Amore,
che ha diffuso un sorriso
di poesia su ogni creatura.

Primo Mazzolari

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